giovedì 2 aprile 2009

Formula 1: Melbourne, la Fia squalifica Hamilton, terzo Trulli

SEPANG - Nonostante la Toyota avesse rinunciato al ricorso contro la penalizzazione di Jarno Trulli, alla fine il pilota abruzzese ha riavuto il suo terzo posto. Hamilton, invece, e' stato squalificato. Lo hanno deciso i commissari Fia, dopo avere riascoltato la comunicazione tra Hamilton e il muretto McLaren. Si sospetta che il campione del mondo abbia volontariamente rallentato, in regime di safety car, per farsi superare da Trulli. (Agr)

...non ne posso più: rifarò le classifiche dopo il 14 aprile!!!
per il momento...

Piloti

1°) Jenson Button punti 10
2°) Rubens Barrichello punti 8
3°) Jarno Trulli punti 6
4°) Timo Glock punti 5
5°) Fernando Alonso punti 4
6°) Nico Rosberg punti 3
7°) Sebastien Buemi punti 2
8°) Sebastien Bourdais punti 1

Costruttori


1°) Brawn-Mercedes punti 18
2°) Toyota punti 11
3°) Renault punti 4
4°) Williams-Toyota punti 3
5°) STR-Ferrari punti 3

mercoledì 1 aprile 2009

Manuel Fangio


Mi scusi Juan si sentì dire il pilota argentino nella notte che precedeva la corsa del Secondo Gran Premio di Cuba, nel 1958, ma dovrà venire via con me.
La scena avvenne in un corridoio dell’hotel Lincoln all’Avana quando un militante del Movimento 26 di Luglio interruppe le chiacchiere del campione – aveva vinto cinque volte il titolo mondiale – con i suoi meccanici. Il rivoluzionario gli disse di seguirlo sino alla strada dove li aspettava un’automobile.
Fangio era stato invitato a partecipare alla gara, che faceva parte delle manifestazioni sportive programmate dal governo cubano per migliorare l’immagine del dittatore Fulgencio Batista che in quei giorni stava affrontando la peggior crisi di tutti i suoi anni di potere.
Il giovane alto che entrò nell’Hotel Lincoln alla ricerca del campione mondiale era molto nervoso, ma non ebbe dubbi nel compiere gli ordini ricevuti.
“Io mi aspettavo che il custode sparasse per tirarmi sul pavimento come nei film d’azione” disse anni dopo Juan Manuel Fangio “ma nessuno sparò!”
Marcello Giambertone, il manager di Fangio, ricordò il coraggio che l’asso del volante dimostrò quando lo sequestrarono.
“Entrò un uomo con la giacca di cuoio e io credo che il meno nervoso di tutti era proprio Juan Manuel. Lui ha sempre dimostrato di avere dei nervi d’acciaio e sorrise anche quando gli posero la canna della rivoltella sulla schiena”.
Con quella pistola puntata, senza violenza, ma con fermezza, il campione venne condotto sino all’angolo dove lo fecero entrare in un’automobile. una Plymouth nera.
Fangio si accucciò sul pavimento dell’auto. In quel momento cominciò a convincersi che si trattava davvero di un sequestro poichè all’inizio aveva pensato che fosse la contropartita di uno scherzo fatto a Giambertone.
Dopo un’ora di percorso per la città e un passaggio in un posto di controllo di routine della polizia, dopo aver cambiato due volte di automobile, il corridore argentino venne portato alla fine nel luogo dove sarebbe rimasto sino alla fine della gara automobilistica. Non gli bendarono mai gli occhi durante i trasferimenti e così vide anche il numero della casa. In quel luogo c’era molta gente che festeggiava il successo dell’operazione; alcuni chiedevano l’autografo a Fangio che, senza nulla temere, ebbe il coraggio di commentare che non aveva ancora cenato.
Di quella notte Fangio ricorderà anni dopo le mille domande e le scuse che gli presentarono. La padrona di casa si scusò anche perchè non aveva niente “di fine” e la cena fu a base di uova a patate fritte.
Il giorno dopo, domenica mattina, Faustino Pérez gli portò i giornali. Conversarono e Fangio gli chiese di avvisare la sua famiglia Pérez se ne incaricò personalmente e immediatamente. La gara era programmata dalla televisione ma Fangio non la volle vedere perchè soffriva nell’udire i rumori dei motori standone lontano.
Il campione avrebbe provato amicizia e gratitudine per i suoi rapitori perchè credeva nel destino, per cui quello che accadde nel 1958 sul Malecón, il circuito costiero dell’Avana, lo avrebbe fatto pensare alla sua buona sorte.
“Quando le cose si rasserenarono un poco e i sequestratori smisero di farmi cambiare case e appartamenti, non potei fare a meno di dire loro: “Guardate signori che probabilmente mi avete fatto un favore!”
La Maserati 450 - S con il quale lui doveva correre era di proprietà di un nordamericano e aveva già corso in Venezuela. Anche se sabato 24 febbraio Fangio aveva marcato il tempo migliore di classificazione, l’automobile aveva alcuni problemi.
Fangio non era ancora stato liberato quando lo informarono che la gara era stata interrotta per un incidente: nel quinto giro due auto erano uscite di strada ed erano morte sei persone e quaranta ferite.
Poche ore dopo il sequestro la notizia occupava i titoli dei principali giornali e delle riviste d’America e d’Europa.
La rivista cubana Bohemia segnalava che a Parigi, Londra, New York, Roma, Città del Messico e Buenos Aires “Hanno dato importanti spazi nelle prime pagine con enormi titoli!”
Le agenzie di stampa speculavano sul più sensazionale sequestro del più noto corridore del mondo di Formula Uno.
L’Avana era comunque notizia: il regime politico che imperava, le motivazioni del Movimento 26 di Luglio e lo stato di tensione nel quale vivevano i cubani la ponevano sotto la lente di ingrandimento da tutte le altre capitali del mondo.
Mentre il corridore argentino a 46 anni era il pilota che aveva vinto più titoli in Formula Uno ed era seguito da milioni di spettatori, la dittatura cubana doveva ricorrere sempre più alla repressione di fronte all’impossibilità di gestire pacificamente la situazione.
Il Secondo Gran Premio di Cuba era stato organizzato con il proposito di dimostrare che nell’Isola “non stava succedendo niente”, perchè tutta l’attenzione si fissasse sul circuito del Malecón, ma il regime di Batista non aveva considerato la possibilità che l’apparato pubblicitario enorme montato si poteva rivoltare.
Le agenzie d’informazione cominciarono a ricevere la sorprendente notizia: “Parla il Movimento 26 di Luglio. Abbiamo sequestrato Fangio... la sua persona non corre pericoli... non si allarmino... continueremo a dare informazioni!”

Un dilemma per i sequestratori

Dopo la gara, a obiettivo compiuto, i membri del gruppo rivoluzionario dovettero affrontare un nuovo problema: come liberare Fangio senza fargli correre rischi.
Il timore proveniva dalla possibilità che la gentaglia di Batista ammazzasse il corridore per incolpare e togliere prestigio a Fidel Castro.
Pensavano di lasciarlo in una chiesa, ma il campione domandò che telefonassero all’ambasciatore argentino.
Una donna e due giovani lo portarono dal diplomatico, lasciando una lettera nella quale si leggeva che i rivoluzionari non avevano problemi di sorta verso l’Argentina e che il loro obiettivo era solamente la caduta del regime dittatoriale di Batista. Chiedevano scusa di nuovo.
A 27 ore dal sequestro Fangio, sano e salvo, si trovava con le autorità dell’argentina accreditate all’Avana. Una volta libero sottolineò, parlando con i giornalisti che i sequestratori lo avevano trattato molto bene.
“Sono stato in tre posti diversi e non mi hanno mai bendato gli occhi e in tutte queste case ho avuto a mia disposizione ogni comodità, come in un albergo!” I giornalisti sorrisero quando l’argentino specificò che aveva chiacchierato “macanudamenate” con i suoi rapitori.
Il M 26 – 7 aveva raggiunto il suo obiettivo e Fangio vide incrementarsi la sua popolarità. Dall’Avana andò a Miami per riposare alcuni giorni e lì il sindaco gli consegnò le chiavi della città e poi fu invitato a partecipare al programma televisivo più popolare dell’epoca a New York.
Gli offersero mille dollari per partecipare per dieci minuti al programma di Ed Sullivan assieme a Jack Dempsey.
Il campione argentino commentò con ironia che aveva vinto cinque campionati del mondo e aveva corso e vinto a Sebring, ma che fu il sequestro a Cuba che lo rese popolare negli Stati Uniti.
Faustino Pérez era stato il capo dell’operazione nel ’58.
Era giunto a Cuba con il Granma, lo yacht che trasportava i rivoluzionari esiliati in Messico, per combattere la guerra per la liberazione definitiva dell’Isola. Pérez fu il capo della resistenza cittadina e con la rivoluzione al potere operò in molti settori.
“Quando trionferà la Rivoluzione lei sarà nostro invitato d’onore” aveva detto a Fangio Arnold Rodríguez, uno dei guerriglieri che aveva partecipato al sequestro. Un anno e mezzo dopo Fangio ricevettero l’invito, ma il suo ritorno a Cuba avvenne solamente vent’anni dopo.
Fu nel 1981 che ritornò a Cuba come presidente della Mercedes Benz per effettuare la vendita di camion al governo cubano. Lo ricevette l’amico Faustino Pérez e lo ricevette anche Fidel Castro che di nuovo gli chiese scusa per l’azione del 1958.
Attualmente nella hall dell’hotel Lincoln, che si trova in Centro Habana, si può vedere una targa che dice: “Nella notte del 24 – 02 -1958 in questo luogo venne sequestrato da un commando del Movimento 26 di Luglio, diretto da Oscar Lucero, il campione del mondo di automobilismo, per ben cinque volte, Juan Manuel Fangio. Fu un duro colpo propagandistico contro la tirannia di Batista e un importante stimolo per le forze della Rivoluzione.”
Poco tempo fa a Monza è stata inaugurata una statua dedicata a Juan Manuel Fangio che in questa città italiana, nota per il suo circuito, vinse nel 1954 una delle prove che gli fecero vincere il secondo titolo di campione del mondo. Uno di quei cinque titoli che nessuno riuscì a vincere sino a quando lui morì di polmonite nel 1995, a 84 anni.
All’Avana Fangio aveva vinto il Primo Gran Premio di Cuba nel 1957, ma poi nel ‘58 come si disse: “Cuba non era più in festa!”
Schumacher è il solo con Fangio ad aver vinto cinque titoli mondiali, ma come lui stesso, a suo modo confessò, non ci potranno mai esistere due Juan Manuel Fangio...
La storia del sequestro del Campione diventerà un film: probabilmente sarà interpretato da Al Pacino.

Malaysia


Qualifiche Sabato 4 aprile ore 11
Gara Domenica 5 aprile ore 11***


*** Non potrò seguire la gara, ma qualcuno di buona volontà, può mettere i risultati! Grazie!

domenica 29 marzo 2009

Doppietta Brawn!


1°Button, 2°Barrichello, 3°Trulli, 4°Hamilton .....le classifiche più tardi.
Ferrari ritirate.
Vettel e Kubica si autoeliminano a 3 giri dal termine.

ALONSO 6°


Ore 11.39 Ancora sotto inchiesta il 3° posto di Trulli


Ultim'ora a Melbourne
Penalizzati Trulli e Vettel
Il pilota Toyota retrocesso per aver sorpassato con le bandiere gialle esposte Hamilton, che diventa 3°. Il tedesco della Red-Bull colpevole del contatto con Kubica: 10 posizioni in meno sulla griglia di Sepang e 50 mila dollari di multa
CLASSIFICA PILOTI
1) Button Jenson (GBR) 10 punti
2) Barrichello Rubens (BRA) 8 punti
3) Hamilton Lewis (GBR) 6 punti
4) Glock Timo (GER) 5 punti
5) Alonso Fernando (SPA) 4 punti
6) Rosberg Nico (GER) 3 punti
7) Buemi Sebastien (SVI) 2 punti
8) Bourdais Sebastien (FRA) 1 punti
CLASSIFICA COSTRUTTORI
1) Brawn GP 18 punti
2) Toyota 10 punti
3) McLaren Mercedes 6 punti
4) Renault 4 punti
5) Toro Rosso 3 punti

mercoledì 25 marzo 2009

Ci siamo: 2009 FORMULA 1 AUSTRALIAN GRAND PRIX




GRIGLIA DI PARTENZA
Prima fila
1. Jenson Button (Gbr) Brawn GP 1'26"202; 2. Rubens Barrichello (Bra) Brawn GP 1'26"505;
Seconda fila
3. Sebastian Vettel (Ger) Red Bull 1'26"830; 4. Robert Kubica (Pol) BMW-Sauber 1'26"914;
Terza fila
5. Nico Rosberg (Ger) Williams 1'26"973; 6. Felipe Massa (Bra) Ferrari 1'27"033;
Quarta fila
7. Kimi Raikkonen (Fin) Ferrari 1'27"163; 8. Mark Webber (Aus) Red Bull 1'27"246;
Quinta fila
9. Nick Heidfeld (Ger) BMW-Sauber 1'25"504; 10. Fernando Alonso (Spa) Renault 1'25"605;
Sesta fila
11. Kazuki Nakajima (Jap) Williams 1'25"607; 12. Heikki Kovalainen (Fin) McLaren-Mercedes 1'25"726;
Settima fila
13. Sebastien Buemi (Svi) Toro Rosso 1'26"503; 14. Nelson Piquet Jr. (Bra) Renault 1'26"598;
Ottava fila
15. Giancarlo Fisichella (Ita) Force India 1'26"677; 16. Adrian Sutil (Ger) Force India 1'26"742;
Nona fila
17. Sebastien Bourdais (Fra) Toro Rosso 1'26"964; 18. Lewis Hamilton (Gbr) McLaren-Mercedes 1'26"454 (retrocesso di 5 posizioni per la sostituzione del cambio)
Decima fila
19. Timo Glock (Ger) Toyota 1'26"975, escluso dalla sessione di prova; 20. Jarno Trulli (Ita) Toyota 1'27"127, escluso dalla sessione

domenica 22 marzo 2009

Grande Dindo!

la foto più bella del secolo
(direttamente da FB di Dindo)



















E' doveroso da parte mia, felicitarmi con il grandioso Dindo, vincitore della 12 ore di Sebring!

...quel ragazzino di Canelli...

domenica 15 marzo 2009

Pane, Mortadella e Motori (3)









Dicevamo…
Passano gli anni e continui a frequentare quel mondo. Vai, tutte le volte che puoi, ad assistere ai Gran Premi: non importa se sono in Inghilterra, a Imola, a Monza o a Montecarlo. Parli con i tecnici, con i piloti, con il Commendatore, diventi amica di suo figlio Piero, ti innamori anche se brevissimamente e platonicamente del figlio dell’Ing Giberti e rimani beata ad ascoltare.
Qualche amico non c’è più, ma i “nuovi” piloti hanno la stessa carica emotiva, lo stesso carisma e la stessa voglia di correre.

Poi ti capita di andare a vivere lontano dall’Italia, di perdere i tuoi genitori e non sapere che farsene della grande villa vicino a Maranello dove sono passati a mangiare gnocco e tigelle tutti quelli che hai conosciuto.
Ti telefona la Brenda, storica segretaria della Ferrari:
“Giovanna, perché non pensa di affittare la casa?”
“No, Brenda, non ci penso neppure: qui ho tutta la mia vita, i miei ricordi”
Poi ragioni, ci pensi su un po’ e ti senti tanto sola in quella grande casa, sola con i tuoi ricordi e la tua piccola bambina. Sì, forse, hanno ragione: mia figlia non può crescere in campagna, isolata dal mondo.
“Ok, cara Brenda, dica al Suo Direttore Sportivo che ci vediamo domattina perché ho deciso di affittare!”
Si presenta Cesare Fiorio, una rapida occhiata e mi chiede se per giovedì prossimo può trasferirsi con Elena: tanta fretta perché c’è Imola. Detto e fatto. Gli lascio i miei adorati cani, il personale, il giardiniere e lui mi promette che rimarrà sempre casa mia e sarò sempre la benvenuta.
Comincia una nuova vita. Mi trasferisco a Modena, ma inizio ad andare a cena a “casa mia” di nuovo con tutti i piloti. Non importa se questa volta si chiamano Berger, Prost, Mansell. Portano la stessa tuta, hanno lo stemma della Ferrari e i loro bolidi sono rossi.
Vado anche spesso di nuovo alle corse con Cesare ed Elena. La mia piccola Francisca comincia ad amare quel mondo esattamente come facevo io alla sua età. Scorazza per i box come se fosse casa sua, ed io ritrovo la serenità. Il profumo dell’olio di ricino e delle gomme infuocate mi entra nelle narici. Le serate in Hotel fra risate e battute sono bellissime. Poi, la mattina presto, autodromo, prove, qualifiche, gara! Che meraviglia!
…(continua)…

giovedì 12 marzo 2009

GRAZIE!


....un mago di internet ha riportato questo blog alla normalità...


lunedì 16 febbraio 2009

Mi spiace ...

Riesco a scrivere, ma non posso modificare le autorizzazioni e le impostazioni!
Se qualcuno mi legge e mi può aiutare, vi prego di aiutarmi via email....
gifrasas@hotmail.com
Grazie!!!

lunedì 2 febbraio 2009

Non succedeva da anni...


Doppietta azzurra a Garmisch

Sci Moelgg vince davanti a Rocca l'ultima prova di slalom prima dei mondiali in Val d'Isere Si ripete l'impresa che riuscì a Tomba e Pramotton 22 anni fa.


domenica 1 febbraio 2009

Grande NADAL!


TENNIS: AUSTRALIAN OPEN, NADAL BATTE FEDERER E TRIONFA
Melbourne, 1 feb. - (Adnkronos) - Rafael Nadal ha vinto l'Australian Open, prima prova stagionale del Grande Slam. Lo spagnolo, numero 1 del mondo, ha sconfitto in finale lo svizzero Roger Federer, testa di serie numero 2, con il punteggio di 7-5, 3-6, 7-6 (7-3), 3-6, 6-2 in 4h22'. Nadal iscrive il proprio nome per la prima volta nell'albo d'oro del torneo australiano. Il 22enne mancino di Manacor ha vinto in carriera 32 tornei.

giovedì 22 gennaio 2009

Trent’anni con Ferrari: Mauro Forghieri si racconta


di Massimo Colombo

Finalmente parla uno che sa davvero le cose. Ci riferiamo a Mauro Forghieri, storico responsabile del reparto corse della Ferrari, che a Maranello ha passato una trentina d’anni tra il 1960 e la fine degli Ottanta. Il che equivale a dire una vita, oltre che una carriera. Forghieri ha finalmente deciso di scrivere un libro – insieme con il giornalista Daniele Buzzonetti – in cui racconta la sua lunga stagione all’insegna del , dal titolo: "30 anni di Ferrari e oltre" (Giunti editore, euro 20). Un volume agile e scritto di getto, equilibrato ma stimolante, corredato da belle fotografie. Un documento importante, sia per chi – appassionato di automobilismo sportivo – vuole sentire la versione di tanti fatti da uno che li ha vissuti in diretta e dal di dentro, sia per chi – come i più giovani – della storia della Ferrari conoscono poco o nulla.
Forghieri, modenese anche lui come il "Drake", figlio di un tecnico della Ferrari, ha fatto una carriera fulminante. Viene assunto nel ’60, appena laureato in ingegneria meccanica, dopo 18 mesi è responsabile tecnico della Casa di Maranello, e fino al 1984 capo assoluto del reparto corse. Ha mietuto una messe spaventosa di successi, sia in Formula 1 sia nella categoria Sport-Prototipi (oggi purtroppo praticamente scomparsi dai circuiti europei, Le Mans a parte, e mai abbastanza rimpianti). Per non parlare della Formula 2; del Campionato di Tasmania, dall’altra parte del mondo; del Campionato europeo della montagna… Una storia davvero avventurosa, e pur quotidianamente "normale" la sua, che nel libro viene narrata come se si fosse lì ad ascoltarlo, magari seduti al tavolo di una trattoria della "bassa", con una bottiglia di Lambrusco davanti. Forghieri di cose ne sa tante, ne racconta molte, e certamente sa molto più di quanto dica. Ma è logico che sia così. Però scrive quel che pensa, senza infingimenti. Come nel rapporto con Enzo Ferrari, figura scomoda e difficile ma anche sapiente e paterna.
Quindi, un libro da non perdere, per ripercorrere un’epoca che non tornerà più: quella delle automobili da corsa "vere", con i carburatori sotto il cofano e niente elettronica; con il cambio manuale e il pedale della frizione. Insomma: un ritratto a tinte vive di un mondo vero e "maschio", lontano mille miglia dall’ambiente della Formula 1 di oggi, fatto di copertine patinate e da personaggi da serial tv.

domenica 18 gennaio 2009

Sci fondo/ Cdm, staffetta donne Vancouver: vincono Genuin-Follis


Roma, 18 gen. (Apcom) - Le azzurre Magda Genuin e Arianna Follis hanno vinto la staffetta sprint preolimpica di Vancouver, valida perla Coppa del mondo di sci di fondo. Le azzurre hanno battuto di 9"9 la Germania e di 11"1 la Svezia. Per Magda Genuin si tratta del primo successo in carriera, mentre per la Follis è la vittoria numero 6 che porta l'atleta valdostana a raggiungere Pietro Piller Cottrer come numero di successi in carriera.

domenica 4 gennaio 2009

SMS

...il più bello...

Bridgestone
Michelin
Dunlop
Firestone
Ah, ecco quello giusto...
"Good Year!"